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Terolgego Rotaliano

Trentino di nascita

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Introduzione Storica

L’uva a bacca rossa chiamata Teroldego è una varietà autoctona trentina: la sua coltivazione è documentata già dal Medio Evo. Nello specifico, siamo in possesso di diversi documenti che fanno riferimento al XIII secolo, nei quali viene incentivata la coltivazione di questa varietà da tempo immemorabile.

L’origine del nome “Teroldego” è avvolta dalla leggenda. Probabilmente il nome è collegato al dialetto trentino, all’intonazione fonetica con la quale veniva pronunciato, oppure molto semplicemente, agli usi locali. “Teroldego”, ma anche “Tiroldego”, “Tiraldega”, “Tiroldela”, “Tiroldigo” è una parola che contiene il termine tedesco “gold” (oro) e allo stesso tempo la radice “Tirol”. Il cosiddetto “Oro del Tirolo” è dunque il simbolo di una identità culturale di un’area che per secoli ha rappresentato il confine geopolitico tra il Tirolo e i territori dominati a sud, in Italia.

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Teroldego - Origine Genetica

Ricerche e studi molecolari suggeriscono che il Teroldego sia un antenato di altre due varietà a bacca rossa della stessa regione (ovvero Marzemino e Lagrein) o di zone limitrofe (Refosco dal Penduncolo Rosso).

Altri importanti studi sulle sue origini dimostrano inoltre che il Teroldego ha una “parentela” di terzo grado con le due più nobili varietà al mondo: Pinot Noir e Syrah.

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Teroldego Rotaliano, Trentino per definizione

Il Teroldego è stato il primo a ricevere in Trentino nel 1971, la DOC (Denominazione di Origine Controllata), diventando così la perla dell’intero settore vitivinicolo locale.

L’area di produzione si concentra nei comuni del cosiddetto “Campo Rotaliano” - situato tra i paesi di Grumo San Michele all’Adige, Mezzocorona e Mezzolombardo, estendendosi a nord fino a Roveré della Luna.

La sua pianta presenta una grande forza vegetativa, per questo è un vitigno affascinante. Ha una forte originalità con grappoli che proteggono l’evoluzione della sua biodiversità.

La mineralità del suolo di queste zone e le condizioni climatiche interagiscono in maniera unica, creando l’habitat ideale che definisce lo stile del Teroldego.

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Teroldego Rotaliano DOC di Mezzacorona

La prima produzione di Teroldego Rotaliano DOC di Mezzacorona risale proprio al 1971. Ad oggi, è conservata nel Caveau dei Vini della nostra Cantina.
La Cantina Mezzacorona è situata nel cuore della curatissima Piana Rotaliana, già definita dal noto geografo Cesare Battisti e dall’illustre Goethe come il “il più bel giardino vitato d’Europa”.

Mezzacorona, con oltre un secolo di esperienza nella produzione di vino, è leader nella produzione di Teroldego Rotaliano.
I soci viticoltori della Cantina coltivano e producono questa varietà con pratiche sostenibili certificate, nel pieno rispetto dell’ambiente, dalla campagna al vino; e tagliano in punta i generosi grappoli di Teroldego pochi giorni prima della vendemmia al fine di concentrare nel frutto gli aromi succosi che si esprimeranno in maniera bilanciata nel vino.
La vendemmia manuale e la selezione dei grappoli, garantiscono poi che solo le uve migliori vengano conferite in cantina per produrre i nostri vini.

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L'unicità della piana rotaliana

La Piana Rotaliana è considerata la “madre patria” del Teroldego, inteso come varietà. La Piana, che è situata tra i paesi di Mezzocorona, Mezzolombardo e Grumo San Michele all’Adige, è costituita da circa 450 ettari di vigneti e deve le sue origini all’incontro dei fiume Noce e Adige. In antichità, infatti, più volte il fiume Noce esondava nei terreni della Piana coprendoli con terra e fango: questi eventi, ripetuti nel tempo, hanno lasciato sul terreno depositi alluvionali che si sono sedimentati e modellati nel corso dei secoli.

Il particolare suolo della Piana Rotaliana (terroir) è quindi composto così: un livello superiore, dove crescono le radici, è costituito da sedimenti di pietra calcarea, con importanti parti di pietra carbonica e altri materiali. La parte più bassa del profilo del terreno è invece composta da sassi di forma rotonda, e pietre di varia dimensione. Un terzo livello è acqua del sottosuolo, più precisamente una falda acquifera da dove le radici ottengono idratazione.

Inoltre, il muro verticale delle montagne dolomitiche che circondano e proteggono la Piana influisce significativamente sull’accumulo e il conseguente rilascio del calore. Il vento creato dalla convergenza della Val di Non con la Valle dell’Adige mitiga considerevolmente sia le temperature che l’umidità nell’aria, fattori fondamentali per la crescita sana e rigogliosa del Teroldego Rotaliano

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Teroldego Rotaliano

Il vino

Il suo colore rosso attira l’attenzione, suscita curiosità e cattura lo sguardo. Allo stesso modo, la relazione tra il naso e il palato è affascinante. Il Teroldego cattura con la sua fragranza fruttata e la mora selvatica in perfetta sintonia con il profumo di mirtilli, lampone e violetta, unito a sentori di essenza di menta e un tocco balsamico dall’anima speziata.

Offre equilibrio e una nitidezza persuasiva ed elegante. Pieno al gusto, fine ma allo stesso tempo potente, denso, quasi carnoso. Piacevolezza e intensità sono equilibrate, presentando una gamma di sapori molto articolata, considerando la struttura tannica morbida e rotonda e del il corpo pieno e compatto, con un finale di grande soddisfazione.

Rosso, affascinante, vivido, ricco nella sua opulenta vinosità, con un colore violaceo che evoca i grani maturi di un melograno e tonalità granate di intensità setosa.

Nelle “riserve e selezioni” derivate dall’accurato invecchiamento in bottiglia, il Teroldego Rotaliano offre un esclusivo fascino sensoriale di terra, tartufo nero e cuoio.